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ArtSound Home Installation

ArtSound per la Home Installation: progettare l’audio a partire dallo spazio

 

Integrare l’audio in un’abitazione significa prendere decisioni che vanno ben oltre la scelta del diffusore. Dimensioni e struttura del controsoffitto, posizione dei punti di ascolto, numero di ambienti, presenza di zone umide o outdoor, distribuzione delle sorgenti e collocazione delle elettroniche incidono direttamente sull’architettura del sistema.

È in questo contesto che si inserisce ArtSound, marchio belga che sviluppa diffusori ed elettroniche audio dagli anni Novanta. La gamma comprende soluzioni in-ceiling, on-wall, outdoor, multiroom e amplificazione, ma per il system integrator il dato interessante non è tanto l’ampiezza dell’offerta quanto la possibilità di scegliere configurazioni differenti in funzione delle condizioni reali dell’installazione.

Il diffusore da incasso si sceglie prima di chiudere il controsoffitto

 
In un progetto Home Installation uno degli errori più frequenti è considerare il diffusore in-ceiling come un elemento da definire nelle ultime fasi del cantiere. Profondità disponibile, diametro o dimensioni del foro, struttura della cavità e posizione rispetto all’area di ascolto dovrebbero invece essere verificati prima della chiusura delle superfici.

La gamma ArtSound comprende diffusori con profondità di installazione differenti e formati circolari, quadrati e rettangolari. Su alcune famiglie sono inoltre disponibili telaio sottile, griglia magnetica verniciabile e dima di montaggio; nei modelli HPRO il tweeter orientabile consente di intervenire sulla direzione delle alte frequenze dopo aver stabilito il punto di installazione.

Per l’installatore significa verificare in fase preliminare:

  • profondità utile del controsoffitto e presenza di impianti, travi o strutture;
  • dimensioni del foro di incasso;
  • distanza e orientamento rispetto alle principali posizioni di ascolto;
  • numero di diffusori necessario per ottenere una copertura coerente;
  • accessibilità futura per manutenzione o sostituzione.

La possibilità di orientare il tweeter è particolarmente utile quando la posizione fisica del diffusore è condizionata dall’architettura. Non sostituisce però una corretta progettazione della copertura: installare un diffusore dove c’è spazio e tentare successivamente di compensare il posizionamento non corretto porta facilmente a differenze di livello e risposta tra le diverse aree della stanza.

 

La cavità dietro al diffusore fa parte del sistema acustico

 
Un secondo aspetto spesso sottovalutato riguarda ciò che si trova dietro il diffusore.

Due altoparlanti identici installati in cavità con volumi e materiali molto differenti possono comportarsi diversamente. Controsoffitti, pareti leggere e vani tecnici non rappresentano quindi soltanto un supporto meccanico, ma fanno parte delle condizioni acustiche dell’installazione.

ArtSound prevede kit acustici dedicati per diversi modelli. Si tratta di strutture in MDF idrorepellente con funzione fonoassorbente, sviluppate anche per limitare risonanze che possono generarsi posteriormente al diffusore.

Questo introduce una regola progettuale importante: prima di prevedere un diffusore da incasso è opportuno conoscere la struttura nella quale lavorerà.

In presenza di cavità irregolari, superfici leggere o volumi molto differenti tra un punto di installazione e l’altro, l’utilizzo di un volume posteriore più controllato può contribuire a rendere il comportamento dei diffusori più prevedibile e uniforme.

In fase di collaudo, se due diffusori dello stesso modello presentano differenze inattese soprattutto sulle basse frequenze, prima di intervenire sull’equalizzazione è quindi opportuno verificare anche:

  • volume disponibile posteriormente;
  • presenza di materiale isolante;
  • eventuali aperture nella cavità;
  • fissaggio del diffusore;
  • possibili vibrazioni della struttura.

Correggere elettronicamente un problema meccanico o installativo raramente è la strada più efficace.

Ambienti piccoli: un diffusore stereo può evitare installazioni forzate

 
Bagni, disimpegni, cabine armadio e piccoli locali pongono un problema differente: spesso non esiste spazio sufficiente per posizionare correttamente una coppia stereo.

Nella gamma ArtSound sono presenti anche diffusori in-ceiling stereo, come FL550 e HPRO550.

In questi casi un singolo punto di emissione stereo può essere più razionale rispetto all’installazione di due diffusori troppo ravvicinati o collocati in posizioni dettate esclusivamente dagli spazi disponibili.

È un dettaglio apparentemente secondario, ma nei progetti multiroom residenziali permette di mantenere una logica coerente anche negli ambienti di servizio senza moltiplicare inutilmente punti di installazione e cablaggi.

 

Bagno, wellness e outdoor: non basta la definizione “resistente all’acqua”

 
Quando il progetto comprende bagno, piscina, terrazza o giardino, la scelta deve partire dal livello reale di esposizione.

Nella gamma ArtSound sono presenti diffusori da incasso con protezione IP44 e modelli destinati a condizioni più gravose, mentre alcuni diffusori outdoor raggiungono IP54 o IP66. Ad esempio, nella gamma da esterno ASW45.2, ASW55.2 e ASW65.2 sono indicati IP54, mentre ASW550 e ASW800 sono dichiarati IP66.

Questo significa che “outdoor” non può essere trattato come un’unica categoria.

Un diffusore installato sotto una copertura protetta presenta condizioni molto diverse da uno esposto direttamente a pioggia, umidità o variazioni climatiche. Prima della scelta è quindi opportuno verificare posizione, livello di esposizione e grado IP del modello previsto.

Lo stesso vale per gli incassi: la gamma distingue soluzioni splashproof e waterproof e prevede, per alcuni modelli, anche l’idoneità ad applicazioni marine.

Per il system integrator la verifica deve avvenire prima di definire il layout definitivo, perché sostituire successivamente un diffusore con un modello dotato di diversa protezione può comportare variazioni nelle dimensioni del foro e nella profondità richiesta.

Multiroom: prima l’architettura, poi lo streamer

 
Nei sistemi audio distribuiti il problema cambia ancora. Non è sufficiente stabilire quali servizi musicali devono essere disponibili: bisogna decidere come organizzare zone, amplificazione e sorgenti.

ArtSound propone elettroniche multiroom con differenti formati e possibilità di connessione. A seconda del dispositivo sono supportati Spotify Connect, AirPlay o AirPlay 2, DLNA, UPnP e Qplay, oltre a ingressi analogici e digitali. Alcune elettroniche prevedono inoltre uscita dedicata per subwoofer.

Qui la scelta progettuale principale è tra un’architettura maggiormente distribuita e una centralizzata.

Elettroniche vicine alla zona

Un amplificatore compatto può essere utile quando le zone sono indipendenti o quando portare tutte le linee diffusori verso un unico rack sarebbe poco efficiente.

La criticità, in questo caso, diventa l’accessibilità. Inserire l’elettronica in un controsoffitto o in un mobile senza prevedere ventilazione, alimentazione e possibilità di intervento può trasformare una configurazione semplice in un problema durante la manutenzione.

Distribuzione centralizzata

Quando aumentano il numero degli ambienti e la quantità di sorgenti, può essere preferibile concentrare le elettroniche in un punto tecnico.

SMART ZONE 4 e SMART ZONE 4 AMP sono pensati per una gestione multiroom strutturata; sono previsti ingressi analogici e digitali e protocolli streaming differenti in funzione della versione.

Una struttura centralizzata semplifica l’accesso alle apparecchiature e può facilitare gli interventi successivi, ma richiede una progettazione anticipata dei cablaggi verso le varie zone.

Non esiste quindi una topologia corretta in assoluto: la scelta dipende dalla distribuzione degli ambienti, dalle distanze, dalla posizione del rack e dalle possibilità di manutenzione.

 

Amplificazione: il numero di canali non basta

 
Anche nella scelta dell’amplificatore il dato di potenza va letto insieme alla configurazione dell’impianto.

AMP850, ad esempio, mette a disposizione otto canali da 50 W su 8 Ω e prevede funzionamento bridge fino a 2 × 150 W su 4 Ω.

In un sistema multiroom questo permette di costruire configurazioni differenti, ma prima dell’assegnazione dei canali è necessario verificare impedenza e potenza dei diffusori collegati, numero di zone e livello sonoro richiesto nei diversi ambienti.

Una camera da letto, un living di grandi dimensioni e una terrazza non devono necessariamente ricevere la stessa potenza né richiedono la stessa configurazione.

Una buona pratica consiste quindi nel realizzare già in fase di progetto una tabella delle zone con:

  • diffusori previsti;
  • numero di canali richiesto;
  • impedenza del carico;
  • potenza nominale dell’amplificatore assegnato;
  • eventuale necessità di funzionamento bridge;
  • sorgenti e modalità di controllo previste.

È un passaggio semplice che riduce errori di dimensionamento e rende più rapida anche la fase di commissioning.

 

Dalla singola stanza all’intera abitazione

 
La Home Installation non deve necessariamente essere affrontata con la stessa soluzione in ogni ambiente. Lo stesso progetto può comprendere diffusori in-ceiling nel living, un singolo diffusore stereo in un locale secondario, modelli splashproof nel bagno, diffusori outdoor sulla terrazza e zone amplificate e gestite indipendentemente.

La coerenza dell’impianto nasce quindi non dall’utilizzare ovunque lo stesso componente, ma dal mantenere una logica comune di progettazione.

 

In sintesi

 
Per un system integrator, ArtSound offre soprattutto la possibilità di dimensionare l’audio residenziale ambiente per ambiente, mantenendo all’interno dello stesso progetto soluzioni dedicate a esigenze installative differenti.

I punti da verificare restano quelli tipici di una Home Installation ben progettata: spazio disponibile per l’incasso, struttura della cavità, copertura e orientamento, condizioni ambientali, numero di zone, distribuzione delle sorgenti e corretta associazione tra diffusori e amplificazione.

È su questi parametri che Adeo Group inserisce ArtSound nella propria proposta Home AV: non come semplice insieme di diffusori ed elettroniche, ma come una gamma che permette di costruire sistemi audio integrati partendo dalle condizioni reali dell’abitazione e dalle esigenze tecniche dell’impianto.

 

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