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I video player professionali Waves System

Integrazione, controllo e differenze rispetto al mercato

 
Nel mondo delle installazioni audiovisive professionali, i video player professionali vengono spesso percepiti come componenti di servizio: dispositivi che devono avviarsi, riprodurre contenuti e funzionare senza creare problemi. Nella pratica progettuale, però, il loro ruolo è spesso più centrale di quanto sembri. Soprattutto quando entrano in gioco interattività, automazione e sincronizzazione tra più elementi.

La gamma di video player di Waves System – in particolare i modelli VP320, VP330 ed EVP380 – si colloca in una zona di confine tra il media player tradizionale e il media player per installazioni AV, a metà tra riproduzione e controllo di sistema. Non tanto per la presenza di singole funzioni “di effetto”, quanto per un’impostazione progettuale che privilegia l’integrazione hardware e la semplicità operativa rispetto a ecosistemi software più articolati.

 

Un approccio senza software dedicato

 
Uno degli aspetti più distintivi dei player Waves System è l’assenza di un classico software di programmazione o di un CMS strutturato. La logica di funzionamento si basa su una programmazione alfanumerica ottenuta attraverso la denominazione delle cartelle che contengono i contenuti.

In questo scenario, il comportamento del player – loop, sequenze, trigger – è determinato direttamente dalla struttura dei file. Il vantaggio principale emerge quando i contenuti devono essere aggiornati con una certa frequenza: l’installatore o il gestore può intervenire sui media senza dover riconfigurare il dispositivo ogni volta. È una scelta che rinuncia volutamente a interfacce grafiche avanzate in fase di setup. In compenso, riduce tempi di intervento e possibilità di errore.

Non è un approccio universale. Tuttavia risulta coerente con player 4K per musei e retail, installazioni museali, retail ed esperienziali, dove la stabilità e la prevedibilità del comportamento contano più della gestione centralizzata via cloud.

 

Controllo hardware come elemento centrale

 
Rispetto a molti player orientati al digital signage, i modelli Waves System mettono al centro la gestione di segnali fisici. Tutti e tre i player supportano ingressi e uscite digitali (controllo GPI GPO), con dotazioni crescenti a seconda del modello.

Il VP320 si limita a un singolo ingresso, sufficiente per applicazioni semplici come un pulsante o un sensore di presenza. VP330 ed EVP380, invece, ampliano in modo significativo questo schema, offrendo più ingressi e uscite per il controllo diretto di relè, luci, motori e altri dispositivi esterni. In questi casi, il player non si limita a riprodurre un contenuto. Diventa, a tutti gli effetti, un nodo attivo del sistema di automazione.

Questo tipo di integrazione hardware è piuttosto raro nei player signage più diffusi, che tendono a demandare l’interazione fisica a controller esterni o a soluzioni software intermedie.

 

Differenze rispetto ai player di concorrenza

 
Nel mercato professionale esistono diverse famiglie di prodotti che, almeno in parte, possono essere considerate alternative.

I player dedicati al digital signage, come quelli utilizzati per reti di schermi informativi, puntano soprattutto su sistemi operativi proprietari, gestione remota via cloud, provisioning automatico e scalabilità. Sono strumenti efficaci quando il problema principale è distribuire contenuti su molti display. Spesso, però, offrono un numero limitato di ingressi e uscite fisiche e una minore integrazione diretta con sensori e dispositivi esterni.

Le soluzioni basate su mini‑PC o player generici (Windows, Linux, Android) garantiscono una grande flessibilità software. Di contro, richiedono configurazioni più complesse e non sempre offrono la stessa affidabilità nel funzionamento continuativo 24/7. Inoltre, l’integrazione con trigger fisici, relè o DMX passa quasi sempre da hardware aggiuntivo.

All’estremo opposto si collocano i media server e i sistemi di show control dedicati, capaci di gestire video, audio e luci con grande precisione. Queste piattaforme, però, comportano costi più elevati, maggiore complessità e requisiti di competenza specifici.

I video player Waves System si inseriscono in una posizione intermedia: non sono pensati per sostituire un media server completo, né per gestire reti signage estese, ma per offrire un controllo diretto e affidabile in installazioni AV integrate e di automazione audiovisiva.

 

Sincronizzazione come elemento progettuale (sincronizzazione video multi-schermo)

 
Un aspetto spesso citato come distintivo della gamma è la funzione di sincronizzazione dei contenuti video tra più player, dichiarata come pixel su pixel. Questa caratteristica consente di riprodurre lo stesso contenuto su più schermi in modo coerente, senza ricorrere a server esterni o a soluzioni di sincronizzazione complesse.

In contesti come musei immersivi, parchi a tema o stand fieristici, la sincronizzazione smette di essere una semplice funzione tecnica e diventa un vero elemento progettuale. È uno di quei casi in cui il player non è più soltanto una sorgente, ma parte attiva della scenografia audiovisiva.

 

Il ruolo dell’EVP380 e il controllo DMX

 
Con l’EVP380, Waves System entra in modo esplicito nel territorio dello show control AV. Oltre alle funzioni condivise con VP320 e VP330, questo modello integra il controllo DMX e ArtNet, configurandosi come player con DMX e ArtNet, permettendo la gestione diretta di sistemi di illuminazione e dispositivi scenici.

L’EVP380 può gestire numerosi universi ArtNet oltre a un universo DMX tradizionale. I dettagli operativi e i limiti pratici di questa gestione non sono sempre esplicitati in modo approfondito nella documentazione pubblica. Per questo motivo, alcune specifiche vanno considerate come dato non verificato.

Resta però chiaro l’obiettivo di fondo: ridurre il numero di dispositivi necessari in installazioni complesse, concentrando in un unico player la riproduzione audio‑video e il controllo luci di base.

 

Caratteristiche comparative dei modelli

 
Di seguito una sintesi comparativa delle principali differenze tra i tre modelli della gamma.

 

Considerazioni finali

 
Più che una semplice gamma di video player, quella di Waves System sembra riflettere un modo specifico di concepire il progetto AV. Pochi livelli software, molta integrazione hardware, comportamenti prevedibili e ripetibili.

Non è una soluzione adatta a ogni contesto, né pretende di competere direttamente con piattaforme di signage cloud o con media server di fascia alta. Tuttavia, per installazioni in cui affidabilità, controllo diretto e semplicità operativa sono elementi chiave, questi player rappresentano un’alternativa concreta da valutare in fase di progetto.

 

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